ancona

Il Comitato Pro Marotta Unita risponde a Massimo Seri

Marotta, 14 giugno, 2014

Leggiamo ormai da giorni le esternazioni del nuovo Sindaco di Fano Massimo Seri che appena eletto con tutti i problemi della città di Fano si sia fortemente accanito contro Marotta e la sua unificazione. Questo atteggiamento ha lasciato perplessi molti cittadini, gli stessi si chiedono: ma la volontà popolare conta ancora qualcosa oppure no? Il fatto che i marottesi si siano espressi a stragrande maggioranza nell’ultimo referendum a favore dell’unificazione della propria città ha un valore per il Sindaco di Fano oppure, come in altri tempi, intende “tenere in ostaggio” i marottesi che vogliono unirsi nel suo Comune? Finalmente la proposta di legge andrà al voto del Consiglio regionale martedì prossimo, e crediamo che le pressioni nei confronti dei consiglieri che hanno già votato favorevolmente alla proposta di legge non porteranno alcun risultato.
Quello che Massimo Seri sta cercando di fare è offensivo nei confronti dei Consiglieri perché intende limitarli nella loro capacità di interpretazione dei fatti e soprattutto della loro indipendenza. Intanto va precisato che i residenti nelle zone limitrofe non perderanno alcun servizio di quanto realizzato negli anni nella Marotta di Fano perché questi sono e restano a disposizione di tutti. In secondo luogo lo spostamento di confine da noi richiesto comprende solo Marotta di Fano e non Ponte Sasso. Sappiamo da sempre dove si trova il confine fra le due località. I numeri del risultato referendario vengono continuamente falsati dal fatto di voler aggiungere ai soli voti di Marotta di Fano quelli di Ponte Sasso e Torrette che non sono compresi nella proposta di legge proprio perchè, a larga maggioranza, sono contrari all’unificazione di Marotta e che comunque rimarranno nel Comune di Fano. Più importante sarebbe considerare i voti di Marotta di Mondolfo perché la nostra proposta parla di “MAROTTA UNITA”.

L’indicazione più importante è quella dei seggi compresi nell’area oggetto di spostamento di confine: nei seggi 55 – 63 e parte del 64 (in questo seggio metà degli iscritti al voto risiedono fuori dalla zona idicata nella proposta di legge), in questi seggi la percentuale di votanti è fra il 65 – 70% e non il 57% come sostiene Seri. Voti favorevoli 65% e 68% ( seggi 55 e 63 ) la percentuale viene abbassata al 57,5 %, sempre favorevole, proprio dal seggio 64 per il motivo sopra indicato. Pertanto la volontà dei Marottesi e chiara ed insindacabile ed è inutile cercare di confonderla con voti che non rientrano nello spostamento di confine.

Agli amici del Comitato civico Fano Unità invece, che pensano che una minoranza possa avere la meglio sulla maggioranza dei cittadini, rispondiamo che la storia ormai sta facendo il suo corso e non potrà essere fermata. Stanno provando in tutti i modi a rallentare l’unificazione del territorio marottese per tutelare i loro interessi. Ogni possibile ricorso è ormai impossibile, perché il Comune di Fano non ha proposto ricorso al Consiglio di Stato contro l’ordinanza del TAR, non ha impugnato l’esito del referendum né il decreto che ha fissato la data del referendum al 9 marzo e consentito ai cittadini di andare al voto. La minaccia dell’istanza di prelievo depositata dall’Avvocato del Comune di Fano non potrà produrre alcun effetto sull’esito della votazione in Consiglio. Se fosse sufficiente che un qualsiasi avvocato depositi due righe per inibire l’esercizio del potere legislativo regionale sollecitato da 5.000 cittadini, assistito dal parere favorevole di tutte le amministrazioni coinvolte, e supportato infine da una chiara volontà popolare, allora il Consiglio Regionale può davvero chiudere bottega, perché di queste domande se ne possono ri-presentare a decine in ogni situazione all’esame dell’Assemblea.

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Martedì 17 giugno 2014 il Consiglio Regionale vota l’unificazione di Marotta

Ph Davide CaporalettiR38B8913

Martedì 17 giugno il Consiglio Regionale voterà l’unificazione di Marotta: il Comitato Pro Marotta Unita organizza un autobus per andare ad Ancona. Chi vuole partecipare può chiamare il presidente del Comitato, Gabriele Vitali, al numero 3474365145 entro questa sera: verranno spiegati luogo e orario di partenza! FORZA MAROTTA, FACCIAMOCI SENTIRE #VogliamoMarottaUnita

Il 9 marzo si andrà alle urne per il referendum su Marotta (Il Resto del Carlino 30 gennaio 2014)

CONTO alla rovescia. Il referendum consultivo per l’unificazione di Marotta sotto il Comune di Mondolfo si farà il 9 marzo. La certezza arriva dalla decisione del sindaco di Fano di non adire al Consiglio di Stato contro il decreto con cui il Tar ha respinto la richiesta di sospensiva della consultazione, inoltrata dal municipio della Città della Fortuna. «Non sono per l’accanimento terapeutico — dice Aguzzi —; il buon senso avrebbe voluto che si evitasse questo referendum durante la campagna elettorale per le amministrative, ma visto che la Regione è convintissima nell’andare avanti e che di fronte agli appunti procedurali che abbiamo sollevato ci è stato risposto che è tutto perfettamente legittimo, ora dico: che sia il popolo a decidere. Non voglio passare per il sindaco che fa di tutto per rimandare la possibilità dei cittadini di esprimersi. Naturalmente, il mio auspicio è che prevalga il diniego verso questo distaccamento, ma non andrò a far comizi e ad alzare polveroni. Se dal referendum dovesse emergere un intendimento nettissimo a favore del distacco andremo a trattare con l’altro Comune (Mondolfo, ndr) per definire i termini pratici della questione, che sarebbe, comunque, sicuramente complicata; se, invece, come credo, il risultato sarà vicino all’equilibrio, la Regione, alla quale spetta il responso finale, dovrà riflettere con molta attenzione e tener conto in particolar modo del parere espresso dai residenti a Marotta di Fano». Residenti con diritto di voto che nella parte fanese della “Berlino dell’Adriatico” sono circa 2.400, ai quali si aggiungeranno i 2.200 di Torrette e Ponte Sasso e i 2.400 delle 4 sezioni più a nord della Marotta di Mondolfo. In tutto, dunque, circa 7mila elettori.